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Aspettando il mattino...a teatro

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"Praticamente adolescenti" 2008 si conclude…"Aspettando il mattino"

Così si intitola lo spettacolo teatrale cui hanno assistito ieri, mercoledì 21 maggio, i ragazzi delle 2° e 3° media degli Istituti cittadini all'Auditorio.
Il lavoro, scritto, diretto e interpretato dalla compagnia Ex-novo di Casorate Sempione, racconta le vicende di 3 cani, simbolo delle illusioni e delle convinzioni sbagliate che influiscono, in male, sul proprio ruolo nella vita.
Rinchiusi in un canile immerso nel buio, appena rischiarato dalla luce cruda delle lampade al neon, incontriamo un vecchio cane disilluso dalla vita, che attende solo la conclusione della sua parabola di sofferenza e di inutile attesa di qualcosa, un giovane bullo cresciuto nella e per la lotta che non riesce (o non vuole) rendersi conto della violenza che gli stata instillata e che lo ha portato (per errore) a uccidere una bambola quella volta fatale non "di pezza"…ma viva…, e una cagnetta adulta che è stata torturata e mutilata, probabilmente abbandonata ma che crede (o si convince?) di essersi persa.
I 3 protagonisti, nell'unica notte che trascorrono insieme - dato che il bullo è destinato ad essere soppresso all'alba - all'inizio sono chiusi nella propria solitudine e nelle proprie illusorie convinzioni, piano piano però si aprono e raccontano le loro vicende personali.
Il bullo, sul far dell'alba - simbolo forse di una nuova luce, una rinascita in un mondo migliore - capisce il suo errore e l'impostazione deludente della sua vita, costruita solo sul mito della vittoria a tutti i costi per compiacere il padrone, chiede perdono alla bimba cui ha tolto la vita, e prega la cagnetta di non intervenire contro il custode (che ha lasciato inavvertitamente aperta la porta della sua gabbia) al momento del suo trasporto dal veterinario, per non rischiare una fine simile per l'affetto dimostrato al suo compagno di prigionia.
Passano i giorni, di inutile attesa nelle gabbie, per la cagnetta ed il vecchio.
Un giorno una bambina, in visita con la mamma al canile, sceglie di adottare il vecchio cane, colpita dai suoi occhi tristi e rassegnati. E il vecchio, fino allora mite e sottomesso, le ringhia contro, spaventando la madre, che convince la figlioletta a portare a casa con sé la cagnetta.
Alla "ragazza" che chiede il motivo del suo gesto al vecchio, egli risponde che è lì dentro da troppo tempo per poter sognare ancora…lei invece ha ancora tante possibilità, tanti sogni, tanta felicità da donare: l'invito finale è di non dimenticare mai la speranza, di non avere paura di sognare, e di cercare con tutte le proprie forze di realizzare i propri sogni.

22 maggio 2008 (D.T.)





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